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Quando rivolgersi al logopedista? Bambini e comunicazione.

2021-09-27 23:03

Dott. Mario Palma - Logopedista

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Quando rivolgersi al logopedista? Bambini e comunicazione.

Percorriamo brevemente insieme le tappe con i progressi che il vostro bambino farà in relazione alla fascia d'età. 0-3 mesi:Il bambino piange, mostr

Molte mamme si chiedono se è normale che il proprio figlio/a ancora non parli. Domanda che si pongono molti genitori e alla quale può risponderci solo un pediatra o meglio un logopedista. Per cui oggi lo abbiamo chiesto al Dott. Mario Palma, Logopedista in Acireale il quale ci ha fornito delle informazioni molto utili, scopriamole insieme.

 

 

Percorriamo brevemente insieme le tappe con i progressi che il vostro bambino farà in relazione alla fascia d'età.

 

0-3 mesi:
Il bambino piange, mostra interesse ai volti e orienta lo sguardo verso chi ha di fronte e ricercando la fonte da cui proviene il suono o la voce.
 

Intorno ai 3 mesi inizia ad imitare alcune espressioni (es. tirare fuori la lingua). Comincia ad emettere dei gorgoglii (cooing) come risultato del contatto tra il velo e il palato.

 

Dai 2 mesi inizia ad emettere le prime vocali, che costituiscono i primi suoni verbali.

Cosa può fare un adulto?
Rispondere sempre alle esigenze del bambino. Mantenere il contatto oculare e ripetere le produzioni del bambino. Fare smorfie accentuando movimento di labbra e lingua.

Quando rivolgersi al pediatra/logopedista?
Se sembra non reagire ai rumori. Se sono assenti: vocalità, pianto e contatto oculare.

 

3-6 mesi:
Aumenta il contatto oculare. Inizia a distinguere i suoni della lingua. Aumenta i vocalizzi, che lui stesso autoascolta provando piacere.


A partire dai 4 mesi compare la lallazione o babbling marginale, prodotta dalla coordinazione di movimenti di labbra e lingua che generano suoni somiglianti alle consonanti.

Cosa può fare l'adulto?
Ripetere costantemente le produzioni del bambino. Gratificarlo ogni volta che produce verbalmente.

Quando rivolgersi al pediatra - logopedista?
Sicuramente se non emette alcuna vocalità. Se non reagisce alle voci. Se non accenna sorrisi o altre mimiche facciali.

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6-9 mesi:
E' il periodo della lallazione canonica, caratterizzata dalla ripetizione di CV (consonante – vocale) come MA-MA, PA-PA.

Cosa può fare l'adulto?
Stimolarlo attraverso giochi come CUCU'. Ripetere con lui le produzioni verbali.

Quando rivolgersi al pediatra - logopedista?
Quando è del tutto assente la lallazione oppure risulta scarsa.

 

9-13 mesi:
E' presente la lallazione variata, il bambino inizia a produrre sillabe ripetute con consonanti diverse (MA-MA-NE). A questa età cominciano i primi gesti sociali (saluta con la mano, manda i baci). Inizia i primi segni di comprensione verbale (lancia la palla, batti le manine).

Cosa può fare l'adulto?
Stimolarlo con giochi di routine a cui è possibile associare più suoni possibili.

Quando rivolgersi al pediatra - logopedista?

Quando la lallazione è del tutto assente.

 

12-18 mesi:
Ampliamento graduale del vocabolario. Inizio del periodo dell'olofrase: la singola parola veicola un significato più ampio (es “palla” per dire “dammi la palla”).

Cosa può fare un adulto?
Stimolare sempre più l'aumento del vocabolario ponendo l'enfasi su parole semplici da stimolare (es. giochiamo a PALLA, vuoi la PAPPA, guarda c'è un CANE).

 

18-20 mesi:
Graduale ampliamento del vocabolario. Ripetono e imitano qualsiasi cosa. Inizio di frase primitiva. La comprensione del linguaggio si aggira sopra le 200 parole.

Cosa può fare un adulto?
Rassicurare sempre il bambino di aver capito il suo messaggio (“mamma pappa” per dire “mamma voglio la pappa”). Rispettare sempre l'alternanza dei turni in modo tale da favorire la produzione delle parole del bambino. Non forzare mai il bambino a ripetere le parole, rispettate i loro tempi.

Quando rivolgersi al pediatra/logopedista?
Se vi sono segnali di scarsa comprensione verbale ed il vocabolario è ancora troppo ristretto.

 

20-24 mesi:
Il bambino utilizza parole sociali come guarda, ciao, si e no. Le frasi si fanno sempre più costruite ed utilizza la giusta prosodia ed intonazione.

Cosa può fare un adulto? Stesse regole 18-20 mesi.

 

Dai 24 mesi:
Compaiono le prime abilità morfo-sintattiche, dunque inizia a costruire frasi con soggetto-verbo-complemento oggetto. L'utilizzo dei suoni onomatopeici inizia a scomparire.

Cosa può fare un adulto? Sostenerlo nella costruzione di nuove frasi. Approcciarsi solamente riformulando in maniera corretta nel caso in cui sbagli, senza pretendere di ripetere correttamente.

Quando rivolgersi al pediatra - logopedista?
Nel caso in cui produca meno di 100 parole. Se non riesce nella costruzione di frasi.

 

Dai 36 mesi:
Le abilità fonetiche sono decisamente migliorate. Aumenta l'abilità nel produrre frasi più complesse.

Cosa può fare l'adulto? Stimolare la produzione di nuove parole e frasi tramite il gioco. Non pretendere di ripetere le parole in maniera corretta.

Quando rivolgersi al pediatra - logopedista?
Quando l'inventario fonetico scarseggia. Se la struttura della frase è ancora troppo povera.

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